Il desiderio di pizza, qualcosa di ancestrale
Il desiderio di un piatto che richiami antichi sapori e tradizioni è un sentimento ancestrale, capace di unire famiglia e amici in un rituale di convivialità. Ormai, ogni sabato diventa un appuntamento fisso, un momento in cui la cucina si trasforma in un laboratorio creativo e il forno in un compagno indispensabile per dare vita a una ricetta sempre diversa, ma sempre autentica. La preparazione che vi propongo oggi prevede l’uso di farina tipo 2, una scelta che dona all’impasto una consistenza rustica e un sapore intenso, ideale per chi ama un prodotto dal gusto genuino e profondo. La farina tipo 2, infatti, risulta meno raffinata rispetto alle versioni bianche, mantenendo intatti i nutrienti e la fibra, e conferisce al prodotto finito un carattere unico, perfetto per essere condito con ingredienti di alta qualità.
Il condimento scelto per questa ricetta è altrettanto originale: stracchino e prosciutto cotto. Lo stracchino, morbido e cremoso, si abbina armoniosamente al gusto delicato del prosciutto, creando un connubio di sapori sorprendentemente bilanciato. Questo abbinamento esalta il carattere rustico dell’impasto, rendendo il piatto non solo un piacere per il palato, ma anche un’esperienza visiva, grazie al contrasto tra il bianco cremoso dello stracchino e le sfumature rosate del prosciutto.
La preparazione inizia con la realizzazione di un impasto ben lievitato, capace di dare struttura e leggerezza al prodotto finale. L’impasto, lavorato con cura e lasciato riposare per il tempo necessario, diventa la base perfetta per ottenere una lievitazione ottimale, con una buona alveolatura e una consistenza equilibrata. Il segreto sta nella tecnica: ogni fase, dalla miscelazione degli ingredienti alla lunga lievitazione, è essenziale per creare una base che regga il condimento senza risultare troppo pesante.
Una volta steso, l’impasto viene trasferito sul piano di cottura. In questa ricetta si consiglia l’utilizzo di un forno tradizionale domestico e di una pietra refrettaria, strumenti ideali per simulare l’effetto del forno a legna, che permette di ottenere una cottura uniforme e una crosta croccante. È importante sottolineare che, sebbene la pietra refrettaria rappresenti una soluzione valida per la cucina casalinga, il risultato migliore si ottiene con una pietra ollare o, come ho fatto io in conclusione, investendo in un forno dedicato in grado di raggiungere temperature molto elevate. Questi forni consentono cotture rapide, garantendo una base ben dorata all’esterno e morbida all’interno, proprio come quelle che si possono gustare in una tradizionale rosticceria.
Oltre alla tecnica e alla scelta degli ingredienti, il piacere di preparare questo piatto sta anche nella possibilità di sperimentare e personalizzare la ricetta. Ogni sabato diventa così un’opportunità per provare nuovi abbinamenti e scoprire sapori inediti. Che si tratti di variare il condimento sostituendo lo stracchino con altri formaggi tipici oppure aggiungendo erbe aromatiche fresche, la ricetta fatta in casa offre infinite possibilità per soddisfare ogni palato. La flessibilità di questo procedimento consente di adattare il prodotto finale a gusti e preferenze diverse, mantenendo sempre un legame con la tradizione culinaria italiana.
L’esperienza di preparare questo piatto non è solo un modo per nutrirsi, ma diventa un vero e proprio rito che unisce creatività e passione. Ogni fase, dalla scelta della farina al condimento, è eseguita con attenzione e dedizione, trasformando una semplice ricetta in un’arte. Sedersi a tavola e condividere il risultato con i propri cari diventa il coronamento di un lavoro fatto con il cuore, un momento di autentica gioia che celebra la tradizione e l’innovazione.
In conclusione, il desiderio di gustare un piatto che richiami antiche tradizioni è sempre vivo e si rinnova ad ogni preparazione. La ricetta con farina tipo 2, arricchita dallo stracchino e dal prosciutto cotto, è un omaggio a questa tradizione, capace di trasformare un semplice sabato in una festa di sapori e profumi. Con la giusta tecnica e gli strumenti adeguati, è possibile ottenere un prodotto che sa di casa, genuino e fatto con passione, un’esperienza culinaria che unisce il passato e il presente in ogni morso.
Pizza napoletana con farina tipo 2

Eccola finalmente la ricetta della mia pizza napoletana. Gustosa, fragrante e leggera!
- 40 g lievito madre rinfrescato
- 330 g acqua
- 470 g farina tipo 2 W340
- 18 g sale
- 2 mozzarelle
- stracchino
- 150 g prosciutto cotto
Impastare il lievito con l’acqua e aggiungere gradatamente tutta la farina
Prima che l’impasto sia perfettamente incordato aggiungere il sale
Lasciar riposare l’impasto per 30 min.
Fare le pieghe di rinforzo per due volte distanziate 15 min. una dall’altra
Riporre l’impasto in un contenitore oliato e possibilmente piu lungo che largo
La fase di puntata può durare dalle 12 alle 16 ore. L’impasto deve arrivare al raddoppio del suo volume
Ribaltare l’impasto raddoppiato su un piano e stagliare formando panetti da 200g ciascuno
Lasciar riposare i panetti in contenitori separati sino a quando non si saranno rilassati. La tempistica puo variare dalle 5 alle 7 ore
Quando i panetti saranno rilassati e gonfi, ribaltateli sul piano da lavoro ben infarinato o insemolato.
A questo punto è il momento di accendere il forno. Supponendo di usare una pietra refrettaria, ponetela sopra la griglia e posizionatela nella parte superiore del forno con il grill alla massima potenza.
Procedete con la stesura partendo dal centro sino ai bordi usando solo le mani in modo da spingere l’aria lungo i bordi dell’impasto senza mai andare a schiacciarli.
Ricordate che l’impasto sarà allargato meglio sopra la pala quindi non cercate di raggiungere sin da subito le dimensioni desiderate della pizza.
Condite a piacere la pizza e trasferitela sulla pala un po’ infarinata
Aggiustate le dimensioni della pizza e infornate sulla pietra
Appena la pizza diventa maculata e dorata, toglietela dal forno e servite.
Come sempre le tempistiche (lievitazione che di cottura) non possono essere standardizzate poichè dipendono da moltissimi fattori. E’ opportuno e doveroso riprodurre e seguire la ricetta annotando quelle che sono le vostre tempistiche in modo da affinare il processo in funzione del vostro ambiente di lavoro.
La temperatura del forno non è stata indicata perchè non tutti i forni sono uguali, il mio forno casalingo arriva a 240°c e quando usavo quello per le pizze mettevo al massimo sempre accoppiandolo con la pietra refrattaria che, per questa ricetta è d’obbligo.

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